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Cercando su un libro di cucina oppure su un qualunque sito internet possiamo trovare la ricetta ed i relativi ingredienti per preparare in casa i Panini al latte che ho acquistato al supermercato:
Per preparare 30 panini al latte, ingredienti:
Farina Manitoba, Farina tipo 00, Lievito di birra fresco (oppure secco), zucchero, sale, latte, burro, 1 uovo.

Sulla confezione acquistata al supermercato:
Per 10 panini al latte (industriali), ingredienti:
Farina di frumento, zucchero, uova, grassi vegetali (palma), acqua, burro concentrato, fibra di frumento, lievito, latte scremato in polvere, glutine di frumento, sale, emulsionanti E471, E472e, aromi. Conservanti E200, E282, colorante E160a, antiossidante E300.

Lo spunto per questa piccola analisi è partito proprio dall’etichetta sulla confezione dei panini al latte acquistati al supermercato. Da qui la mia curiosità si è rivolta ad altri prodotti confezionati, presi a caso dallo scaffale, come ad esempio dei biscotti con cioccolato oppure croissant con marmellata, biscotti farciti alla crema di nocciola o semplici biscotti frollini.
Prendiamo questi ultimi: per fare dei Frollini fatti in casa occorrono: 250 gr di farina 00, 150 grammi di burro, 80 gr di zucchero, 1 uovo ed un tuorlo, 1 bustina di vanillina o la scorza grattugiata di un limone, 1 pizzico di sale, la punta di un coltello di lievito per dolci (facoltativo)
La confezione dei biscotti confezionati riporta:
Ingredienti: farina di frumento, grasso vegetale di palma, zucchero, zucchero cristallino (per guarnizione e copertura n.d.a), agenti lievitanti (carbonato acido di ammonio, carbonato acido di sodio, tartrato monopotassico), latte scremato in polvere, latte intero fresco pastorizzato, sciroppo di glucosio, sale, amido di frumento, proteine del latte, aroma. Può contenere tracce di arachidi, frutta a guscio, soia e uova.
Analizzando gli ingredienti con i quali siamo sicuramente meno in confidenza, scopriremo che alcuni di questi vengono impiegati in ambiti vicino alla chimica ed alla meccanica e che nulla hanno a che vedere con una sana alimentazione.
Il carbonato d’ammonio è un sale di ammonio dell’acido carbonico. A temperatura ambiente si presenta come un solido incolore dall’odore di ammoniaca. In medicina viene usato come emetico. (Farmaco capace di provocare il vomito senza causare altri notevoli effetti collaterali – Fonte enciclopedia Treccani)
In pasticceria viene usato come agente lievitante. A differenza di altri lieviti, questo lievito chimico preserva la forma e permette di ottenere friabile il prodotto finale.
Il tartrato di sodio e potassio è un sale trattato misto di sodio e potassio dell’acido tartarico che viene chiamato anche “sale di Rochelle” o “sale di Seignette”.
A temperatura ambiente si presenta come un solido incolore o bianco inodore.
È usato nella preparazione industriale di biscotti e merendine, o nei lieviti, di solito insieme al carbonato d’ammonio, ma può avere anche altre funzioni. Come additivo alimentare è conosciuto col numero E337.
Il tartrato di sodio e di potassio è utilizzato nella reazione di Fehling per verificare la presenza di aldeidi o zuccheri riducenti in una soluzione.
Il tartrato di sodio e di potassio si usa anche in galvanica per la ramatura basica del ferro senza dover ricorrere necessariamente all’impiego di cianuri.
Il grasso vegetale di palma
L’olio di palma è il grasso vegetale più utilizzato nell’industria alimentare. E’ un prodotto ricco di grassi saturi, fino al 50%, e dopo essere stato trattato i grassi saturi arrivano sino all’85%.

Secondo gli ultimi studi di importanti Università Italiane in collaborazione con la Società Italiana di Diabetologia, l’olio di palma trattato è in grado di distruggere le cellule del pancreas che producono l’insulina. Di conseguenza l’olio di palma può provocare danni irreversibili.
Assumere grandi quantità di questo elemento non è poi così difficile e lo si deduce proprio dall’analisi degli ingredienti dei prodotti confezionati: biscotti, merendine, panini al latte, cracker, gelati.
Non a caso dal Dicembre 2015 la presenza dell’olio di palma dovrà essere chiaramente indicata sull’etichetta e non più inserito come elemento generico nella dicitura “oli e grassi vegetali.”
Un importante studio sulle conseguenze dell’assunzione di olio di palma è stato portato avanti dal Professore Francesco Giorgino dell’università di Bari ed è possibile approfondire questo argomento cliccando su questo link:
http://www.adnkronos.com/salute/medicina/2015/04/27/olio-palma-nel-mirino-troppi-grassi-nocivi-aprono-strada-diabete_5B0eBUDXWO0l0FiyPqEfWN.html?refresh_ce
Nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione il WWF ha chiesto ai consumatori di prestare più attenzione ai prodotti che si portano a casa. L’obiettivo è quello di informare il consumatore sui danni delle coltivazioni intensive. Meglio per l’ambiente (e per la salute) scegliere un prodotto oil free.

Questa è solo una parte degli ingredienti che possiamo trovare nel cibo che acquistiamo ed ingeriamo.
La lettura delle etichette dei prodotti alimentari, dovrebbe divenire sempre più attenta.
Sono numerosi gli ingredienti definiti pericolosi: coloranti, esaltatori di sapidità, dolcificanti sono sempre più spesso ingredienti utilizzati dall’industria alimentare.
Lo sciroppo di fruttosio, ad esempio, utilizzato in modo massiccio nelle bevande dolcificate come sostituto dello zucchero, è la fonte numero uno di calorie negli Stati Uniti.
Il glutammato monopodico (msg) è un esaltatore di sapidità che serve per aumentare il sapore in tantissimi prodotti alimentari che noi consumiamo. E’ presente nelle salse, nei preparati per salse, nelle conserve vegetali, negli insaccati e nelle paste con il ripieno. Lo si trova in alcuni snack ed e’ la base dei dadi da cucina e dei preparati per brodo.
Secondo Altroconsumo è un ingrediente “sospetto” ed oltretutto inutile ed ingannevole perché serve a coprire quelle che possono essere carenze di gusto e di qualità degli alimenti di base.
L’industria alimentare, avendo spesso prodotti poveri di sostanza, è costretta a correggere con ingredienti fuorvianti alimenti che altrimenti sarebbero privi di sapore, colore, odore, consistenza e di facile deperibilità.
Sarebbe bello poter tornare a preparare i biscotti, il pane o la pasta fatti in casa come facevano le nostre nonne, ma il tempo a disposizione è sempre meno quindi il consiglio è il seguente: siate più attenti quando acquistate qualsiasi cosa, consapevoli che il cibo deve nutrire e non contenere sostanze che sovraccaricano il corpo di tossine.
Gli ingredienti devono essere pochi, comprensibili e durevoli senza l’aiuto di conservanti. La data di scadenza deve avere una data più vicina possibile.

Buona spesa!